Viaggi in Europa: come l’EES cambia il confine UE nel 2024

Viaggi in Europa: come l’EES cambia il confine UE nel 2024

Pubblicato il 09/08/2026 – 13:51 GMT+2 | Aggiornato alle 14:53

Fine delle misure d’emergenza EES: cosa cambia per i viaggiatori in Europa

Dopo un’estate segnata da lunghe attese, voli persi e caos alle frontiere, l’Unione Europea ha ufficialmente concluso il 6 settembre le misure di emergenza adottate per il sistema di ingressi e uscite (EES). Queste disposizioni temporanee avevano permesso agli Stati membri di sospendere la raccolta di impronte digitali e scansioni facciali in situazioni eccezionali, con l’obiettivo di snellire i controlli e alleggerire la pressione sulle frontiere europee, duramente provate dal flusso intenso di turisti e viaggiatori.

Il termine di questo regime flessibile riaccende oggi il dibattito: associazioni di categoria, compagnie aeree e aeroporti chiedono un’estensione delle misure almeno fino alla primavera del 2027, per evitare che si ripresentino i ritardi che hanno caratterizzato l’ultimo periodo di alta stagione.

Aeroporti sotto pressione: cause e conseguenze del caos estivo

Le criticità più evidenti sono emerse durante i mesi di luglio e agosto, con tempi di attesa record fino a cinque ore. Secondo l’Airports Council International (ACI), gli aeroporti maggiormente colpiti sono stati quelli di Lisbona, Milano, Roma e Cracovia, dove il sovraffollamento ha messo in luce le falle del sistema EES e la carenza di personale.

Gran parte del disagio si spiega con problemi tecnici ai chioschi automatici per il controllo dei documenti, insufficiente organico e difficoltà organizzative che hanno rallentato le procedure di controllo. Questi intoppi hanno determinato disagi non solo per i passeggeri, ma anche per la regolarità dei voli e la gestione aeroportuale complessiva.

Le critiche delle compagnie aeree e delle associazioni di settore

Ryanair, tra i principali operatori europei, è stata particolarmente critica fin dall’avvio del sistema EES, implementato nell’ottobre 2025. Neal McMahon, direttore operativo della compagnia, ha definito “un disastro dall’inizio alla fine” la gestione europea del sistema, sottolineando come gli allarmi sul rischio di code eccessive siano stati ignorati dai vertici di Bruxelles.

“Le compagnie aeree, gli aeroporti e le autorità di frontiera avevano più volte segnalato che il sistema non era pronto, che avrebbe rallentato i processi e creato disagi ai passeggeri”, ha dichiarato McMahon. “Ora chiediamo che l’UE estenda la flessibilità del sistema almeno fino ad aprile 2027, perché non è giusto che i viaggiatori paghino il prezzo di un lancio mal gestito.”

Anche Matthew Pack, amministratore delegato di Holiday Extras, ha espresso dure critiche, accusando il sistema di frontiera europeo di aver “fallito completamente”. “C’è una realtà virtuale in cui tutto funziona – ha detto – e poi c’è quella vera, fatta di lunghe file e disorganizzazione, dove niente procede come dovrebbe.” Per Pack, la soluzione passa per un “ripristino e rilancio serio” dell’EES, ammettendo che “un sistema che richiede continue aggiustamenti improvvisati non può essere considerato affidabile.”

La posizione della Commissione Europea e le prospettive future

Dal canto suo, la Commissione Europea difende il funzionamento del sistema, sostenendo che “l’EES ha funzionato generalmente bene durante l’estate”. Il portavoce ufficiale ha inoltre precisato che, fino al termine delle misure di emergenza, era possibile sospendere temporaneamente la registrazione dei dati biometrici in casi eccezionali, soluzione risultata utile per contenere i ritardi più gravi.

“Restiamo in stretto contatto con gli Stati membri dove si rendono necessari ulteriori aggiustamenti”, ha aggiunto la commissione, lasciando aperta la possibilità di interventi mirati nel breve termine.

Tuttavia, con la fine della proroga, esperti e operatori del settore temono che senza un’adeguata revisione e un potenziamento delle risorse, i viaggiatori europei potrebbero dover nuovamente affrontare attese prolungate e disservizi alle frontiere, soprattutto nei mesi di punta turistici.

Conclusioni

Il sistema di ingressi e uscite dell’Unione Europea (EES) rappresenta un importante passo verso un controllo più efficiente e sicuro delle frontiere esterne, ma ha palesato fin da subito limiti operativi e gestionali che hanno influito negativamente sull’esperienza di viaggio. La sospensione temporanea di alcune procedure biometriche uscita si è rivelata un utile palliativo, ma non una soluzione definitiva.

Per garantire un flusso regolare di passeggeri, è imprescindibile un confronto aperto tra istituzioni, compagnie aeree e aeroporti, che consenta di calibrare meglio il sistema e affinare le tecnologie. Solo così sarà possibile coniugare sicurezza, efficienza e qualità del servizio, valori fondamentali per un’Europa sempre più interconnessa e animata da un turismo internazionale dinamico.

In attesa di eventuali decisioni ufficiali sulla proroga delle misure, ai viaggiatori si consiglia di informarsi puntualmente sui tempi e sui protocolli vigenti, per affrontare con maggiore serenità le procedure di frontiera nei prossimi mesi.