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ToggleLa Corte blocca la tassa di soggiorno sui passeggeri delle navi da crociera alle Hawaii
Il 1° gennaio 2026 avrebbe dovuto segnare l’entrata in vigore di una nuova tassa ambientale sulle crociere che attraccano nei porti delle Hawaii, ma una sentenza della Corte d’appello federale ha temporaneamente sospeso questa misura, creando un precedente importante nel dibattito tra tutela dell’ambiente e industria turistica.
Le ragioni dietro la tassa di soggiorno alle Hawaii
La legislazione, firmata a maggio dal governatore Josh Green, è stata pensata come una risposta concreta al cambiamento climatico, particolarmente sentito sull’arcipelago. La legge prevedeva un’imposta dell’11% sulle tariffe lorde pagate dai passeggeri delle navi da crociera, calcolata in base ai giorni di permanenza nei porti locali. Inoltre, le contee avrebbero potuto applicare una maggiorazione del 3%, per un totale potenziale del 14%.
Questa nuova tassa era parte di un più ampio pacchetto fiscale che interessava anche camere d’albergo e case vacanza, con l’obiettivo di raccogliere risorse per la salvaguardia ambientale. I fondi raccolti, stimati in quasi 100 milioni di dollari all’anno, sarebbero stati destinati a progetti di grande impatto: dal rifornimento di sabbia sulle spiagge di Waikiki, fortemente minacciate dall’erosione, alla promozione di tecnologie antiuragano per proteggere gli edifici, fino all’eradicazione di specie vegetali invasive, responsabili di incendi devastanti come quello di Lahaina.
Per il governatore Green, i circa 10 milioni di visitatori che ogni anno affollano l’arcipelago dovrebbero contribuire attivamente a preservare i territori e a sostenere le 1,4 milioni di persone residenti. "I viaggiatori – ha dichiarato – saranno disposti a pagare quelle tasse extra per mantenere intatte le spiagge, le strade panoramiche di Maui e la magnifica costa di Oahu".
Il contenzioso legale: la difesa della Cruise Lines International Association
A contestare la normativa è stata la Cruise Lines International Association (CLIA), che in una causa ha sostenuto come la nuova imposta violi la Costituzione degli Stati Uniti, penalizzando ingiustamente le navi da crociera in ingresso nei porti hawaiiani. Dal punto di vista economico, la CLIA ha evidenziato come la tassa avrebbe fatto lievitare i costi delle crociere, rischiando di compromettere uno dei settori chiave del turismo locale.
Dopo una prima sentenza favorevole alla legge da parte del giudice distrettuale Jill A. Otake, la questione è approdata davanti alla 9ª Corte d’Appello del Circuito statunitense. Qui, un’ordinanza emessa da due giudici ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dalla Cruise Lines, bloccando temporaneamente l’applicazione della tassa in attesa dell’esito del processo d’appello.
Prospettive future della tassa ambientale sulle crociere alle Hawaii
Nonostante questa battuta d’arresto, il governo delle Hawaii rimane fermamente convinto della legittimità dell’Atto 96 e del suo valore strategico nella lotta contro il riscaldamento globale e per la tutela dell’ambiente insulare. Toni Schwartz, portavoce dell’ufficio del procuratore generale, ha espresso ottimismo riguardo all’esito del contenzioso, sottolineando che la legge sarà probabilmente confermata in appello.
L’industria delle crociere, invece, continua a difendere la propria posizione evidenziando le potenziali ripercussioni economiche negative, e auspica un dialogo più equilibrato volto a sostenere sia il turismo sia la sostenibilità.
Conclusioni
La controversia attorno alla tassa di soggiorno ambientale sulle navi da crociera alle Hawaii mette in luce una sfida cruciale: come conciliare la necessità di proteggere un ecosistema fragile con le dinamiche di un turismo fra i più redditizi al mondo. La sospensione della tassa da parte della Corte d’appello rimanda il confronto a un dibattito più ampio, che coinvolgerà leggi, interessi economici e responsabilità ambientali.
Il caso dettagliato dell’arcipelago americano rappresenta un esempio emblematico di come le destinazioni turistiche debbano oggi reinventarsi, cercando soluzioni innovative per garantire un turismo più sostenibile senza rinunciare alle sue fondamenta economiche. Per le Hawaii, culla di bellezze naturali uniche al mondo, questo equilibrio sarà determinante per il futuro dell’isola e per la conservazione del suo patrimonio ambientale.
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