Festival Sa: Paru in Nepal, tra tamburi e danze coinvolgenti

Festival Sa: Paru in Nepal, tra tamburi e danze coinvolgenti

Il suono che più associamo alla morte è il silenzio, un vuoto che parla più delle parole non dette. Non solo il silenzio ovvio della persona cara che non potrà più ridere, piangere o parlare, ma anche quei piccoli vuoti che seguono il lutto: il silenzio dopo il funerale, quando l’ultima presenza se ne è andata lasciando solo ricordi, pensieri e un eccesso di cibo condiviso; oppure il silenzio che perdura dopo settimane, quando inviare un messaggio o andare a trovare il defunto diventa un gesto inutile e straziante. Persino negli anni a venire rimane quell’imbarazzo silenzioso, quando si confessa la perdita e l’altro non sa come rispondere.

Non c’è posto per tamburi, campane o musica rumorosa nell’esperienza occidentale del lutto. Il dolore si manifesta nel silenzio e nel raccoglimento. Eppure, nel cuore della valle di Kathmandu, un’antica tradizione celebra la morte con una prospettiva rivoluzionaria e luminosa: **Sa: Paru**, un **festival del Nepal** dedicato alle anime dei defunti, che trasforma il dolore in festa e condivisione.

Sa: Paru, il festival gioioso per celebrare i defunti

Celebrato dalla comunità Newar in tutta la valle di Kathmandu, il festival di Sa: Paru si distingue per il suo spirito festoso che contrappone la tristezza che accompagnano di solito la perdita. “Mentre in Occidente si indossa il nero e si piange in silenzio, qui in Nepal si trasforma tutto in un carnevale, un’occasione gioiosa per salutare chi ci ha lasciato”, spiega Ajay Bahadur Pradhanang, presidente di un boutique hotel locale e testimone diretto della tradizione.

La celebrazione si svolge soprattutto in città come Bhaktapur, Kathmandu e Lalitpur, ma è a Bhaktapur che assume una forma davvero suggestiva e coinvolgente. Prima del giorno clou, la comunità si riunisce per costruire i taha: sa, strutture di bambù che simboleggiano le mucche sacre, reinterpretando un’usanza tradizionale oggi adattata con abilità artigianale e grande attenzione ai dettagli. Su queste strutture si posizionano dipinti della mucca, fotografie del defunto, effigi di divinità come Shiva e ombrelli colorati a protezione dal sole e dalla pioggia.

“Questi rituali non potrebbero essere realizzati senza la collaborazione della comunità”, sottolinea Ajay. “Non è solo una celebrazione individuale o familiare, ma un evento collettivo che rafforza i legami sociali e umani.”

Il corteo, la danza e la festa per un addio collettivo

Il festival prende vita all’alba con la processione dei taha: sa che attraversano le strade di Bhaktapur. È un insieme di suoni vibranti: tamburi, campane e il ritmo dei bastoni che si incrociano al ritmo della danza tradizionale Ghintang Ghisi. Il corteo segue un percorso stabilito e, all’inizio, ogni gruppo si muove seguendo il proprio ritmo. Alcuni oscillano le strutture in modo frenetico, quasi come se la mucca fosse ubriaca, mentre altri marciano lentamente e si fermano per ballare insieme. Solo quando la folla inizia a riempire le vie, la processione si unisce in un unico, solenne movimento.

Il clima è di festa, ma anche di profonda condivisione: non serve indossare abiti tradizionali, si può partecipare anche in modo informale, dai costumi folkloristici alle magliette sportive o alle camicie hawaiane. “Se non ti spaventa la folla, vieni così come sei”, è l’invito degli abitanti.

Tra i partecipanti c’è Mano Dhaubhadel, un nepalese residente negli Stati Uniti che è tornato a Bhaktapur per il festival dopo aver perso un fratello. “Non trovi un evento simile in nessun’altra parte del mondo – racconta – questa cultura è preziosa e aperta a tutti. Il modo migliore per capirla è immergersi completamente.”

Accompagnato da Peepul Subedi, curatore e studioso delle tradizioni locali, ho potuto approfondire il significato spirituale del festival. “Ogni famiglia che ha perso un proprio caro nell’ultimo anno costruisce il proprio taha: sa. Il messaggio è universale: la morte è una parte inevitabile della vita e, piuttosto che piangere, celebriamo il viaggio dell’anima verso la salvezza.”

Se in gran parte della valle le celebrazioni durano un solo giorno, qui a Bhaktapur l’evento si estende per otto giorni tra balli, musica e rituali. Le origini di Sa: Paru, conosciuto anche come Gai Jatra, sono antiche e probabilmente risalgono al XIV secolo. Secondo la tradizione più diffusa, fu il re Pratap Malla a introdurre elementi satirici e teatrali per confortare la regina dopo la perdita del figlio, dando così al festival un carattere più leggero che oggi si esprime anche nelle maschere ironiche di personaggi politici contemporanei.

Bhaktapur, un gioiello da scoprire oltre la folla

Bhaktapur è spesso meta di brevi visite turistiche, che si limitano a – Durbar Square e ai suoi monumenti storici, come il famoso Palazzo delle 55 Finestre. Tuttavia, chi ha vissuto in città sa che è proprio al mattino presto che emergono la vera anima e i ritmi autentici: abitanti intenti a pregare nei templi, mercanti che offrono prodotti freschi e artigiani al lavoro nei laboratori di ceramica.

Tra le esperienze da non perdere c’è una visita a Pottery Square, dove si può osservare la tradizionale lavorazione della ceramica o provare a modellarla con le proprie mani. Il Peacock Shop, con il suo proprietario appassionato, offre un’immersione affascinante nella produzione artigianale della carta Lokta, una tradizione millenaria nepalese.

The Nanee, boutique hotel fondato da Ajay e Shailaja Pradhanang, nasce con lo scopo di offrire ai visitatori un soggiorno confortevole nel cuore di Bhaktapur, supportando nel contempo la comunità locale e la sua straordinaria eredità culturale. Attraverso collaborazioni con la popolazione, come passeggiate mattutine con casalinghe del luogo o cene private con artigiani, The Nanee invita a vivere la città oltre il turismo convenzionale, immergendosi nelle sue tradizioni più autentiche.

Oltre a Sa: Paru, Bhaktapur ospita molti altri festival durante l’anno, tra cui il vivace Bisket Jatra ad aprile, che anima la città con otto notti di eventi e riti tradizionali.

Una riflessione sulle recenti tragedie e il turismo responsabile

Pochi giorni prima dell’arrivo a Kathmandu per il festival, una serie di inondazioni improvvise al confine con il Tibet hanno causato centinaia di vittime e migliaia di dispersi, spingendo molti viaggiatori a cancellare i propri programmi. Sebbene la tragedia abbia colpito alcune aree del Nepal, altre destinazioni turistiche iconiche come la valle di Kathmandu, il Monte Everest e i principali sentieri di trekking non risultano interessate.

In questo scenario, sostenere un turismo consapevole e responsabile diventa più importante che mai. Visitare la regione significa non solo scoprire paesaggi magnifici e patrimoni culturali unici, ma anche contribuire alla ripresa economica di comunità colpite da eventi difficili.

Conclusioni

Il festival di Sa: Paru a Bhaktapur rappresenta un esempio straordinario di come una comunità possa trasformare il lutto in festa, celebrare la morte attraverso la gioia e il senso di appartenenza. Questa tradizione, profondamente radicata nella cultura nepalese, offre una prospettiva nuova e toccante sull’elaborazione del dolore e sulla commemorazione dei defunti.

Bhaktapur, con la sua atmosfera tranquilla e le sue ricche manifestazioni culturali, merita di essere scoperta con calma, ascoltando il racconto autentico della vita quotidiana e lasciandosi incantare dalle sue antiche tradizioni. In un mondo frenetico e spesso superficialmente turistico, luoghi come questo ci invitano a rallentare, a partecipare, ad entrare in connessione vera con storie che ci parlano del ciclo eterno della vita.

Per chi desidera vivere questa esperienza unica, The Nanee e la comunità di Bhaktapur sono pronti ad accogliere, offrendo un viaggio di scoperta che va ben oltre il semplice soggiorno.

Testo e esperienza sono di Dianne Apen-Sadler, ospitata da The Nanee durante il festival Sa: Paru. Per maggiori informazioni su Bhaktapur e sui soggiorni, visitare i siti ufficiali di The Nanee e Ente per il Turismo di Bhaktapur.