CES 2026: i peggiori prodotti tech secondo i consumatori italiani

CES 2026: i peggiori prodotti tech secondo i consumatori italiani

Il volto controverso dell’Intelligenza Artificiale al CES 2026

Il CES 2026, la celebre fiera tecnologica di Las Vegas, ha confermato già nelle prime settimane dell’anno il dominio incontrastato dell’intelligenza artificiale nel settore dei dispositivi di consumo. Dal 5 al 10 gennaio, migliaia di prodotti intelligenti hanno animato gli stand con promesse di case più smart e connesse. Tuttavia, accanto all’entusiasmo generale, cresce la voce critica di esperti, attivisti per i diritti dei consumatori e sostenitori della privacy. La domanda che aleggia è semplice ma essenziale: quanti di questi dispositivi meritano davvero di essere definiti “smart”?

Le tecnologie più controverse: tra innovazione e sovraingegnerizzazione

Ogni anno, nel contesto del CES, prende vita il concorso noto come “Worst in Show”, promosso da gruppi indipendenti come Consumer Reports, Back Market e iFixit, da sempre impegnati nella tutela della sostenibilità, della riparabilità e della trasparenza tecnologica. L’edizione 2026 ha evidenziato alcune novità destinate a sollevare dibattiti. Al primo posto della lista nera si è posizionato il frigorifero Bespoke AI Family Hub di Samsung, un elettrodomestico dotato di connessione internet e comandi vocali per l’apertura automatica dello sportello. “Un frigorifero dovrebbe semplicemente mantenere freschi gli alimenti”, ha commentato Gordon-Byrne, direttore di Right to Repair. Le prove alla fiera hanno inoltre mostrato come il sistema fatichi a rispondere in ambienti rumorosi, molto comuni nelle cucine affollate. Particolarmente criticata è stata la presenza delle telecamere integrate, ritenute superflue e invasive. Elizabeth Chamberlain, responsabile sostenibilità di iFixit, ha sottolineato come “non tutti desiderano un occhio elettronico puntato costantemente sul proprio frigorifero”.

Accanto a Samsung, anche il dispositivo Ring Doorbell di Amazon ha ricevuto forti contestazioni per il suo ruolo nella sorveglianza domestica, resa sempre più incisiva grazie alle funzioni AI come il riconoscimento facciale e l’integrazione con app di terze parti. Cindy Cohn, direttrice della Electronic Frontier Foundation, ha evidenziato i rischi legati a una crescente infrastruttura di monitoraggio, che potrebbe compromettere la privacy degli utenti. Chamberlain ha aggiunto un punto critico riguardo all’impatto sulle persone senza nemmeno possedere il dispositivo: “Le telecamere dei vicini sanno quando rientri a casa, cosa fai e persino quando sei assente. È davvero inquietante.”

Impatto ambientale e obsolescenza programmata: il caso del lecca-lecca elettronico

Tra le novità più singolari e allo stesso tempo controverse, spicca il progetto Stella lecca-lecca, un dispositivo elettronico commestibile che riproduce musica tramite la conduzione ossea durante l’utilizzo. Se da un lato rappresenta un’innovazione fuori dal comune, dall’altro è stato segnalato per il significativo impatto ecologico. Le batterie monouso, che durano solo un’ora, insieme alla plastica e ai componenti elettronici usa e getta, generano infatti una grande quantità di rifiuti elettronici difficili da riciclare. “Abbiamo smontato il dispositivo e al suo interno abbiamo trovato due batterie, un altoparlante e una piccola scheda elettronica: tanta tecnologia per un uso così effimero,” ha sottolineato Chamberlain. Questo prodotto ha quindi ricevuto un riconoscimento critico per la sua insostenibilità ambientale.

Conclusioni: riflessioni sulla tecnologia tra sostenibilità e privacy

Il concorso “Worst in Show” nato per denunciare le tecnologie più dannose in termini di privacy, sicurezza, sostenibilità e riparabilità invita a una riflessione più ampia sul futuro della tecnologia di consumo. Se l’intelligenza artificiale continua a plasmare il nostro vivere quotidiano, è fondamentale valutare attentamente quali innovazioni siano realmente utili e responsabili. Il CES 2026 non è solo vetrina di eccellenze, ma anche occasione per mettere in luce e discutere le derive di un progresso a volte eccessivamente rapido e poco attento alle esigenze reali dei consumatori e del pianeta. La sfida resta aperta: conciliare tecnologia avanzata con etica, durabilità e rispetto della privacy, per costruire un futuro che sia davvero “smart” e sostenibile.