Pentagono e AI: il chatbot Grok di Elon Musk conquista l’esercito USA

Pentagono e AI: il chatbot Grok di Elon Musk conquista l’esercito USA

L’intelligenza artificiale di Elon Musk entra nel Pentagono: Grok e Google insieme per il futuro militare

Il chatbot di intelligenza artificiale Grok, ideato da Elon Musk, sarà integrato con il motore di intelligenza artificiale generativa di Google all’interno delle reti del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Lo ha annunciato Pete Hegseth, segretario alla Difesa, sottolineando come questa iniziativa rappresenti un passo decisivo nell’adozione di nuove tecnologie per rafforzare la sicurezza nazionale e la capacità operativa militare.

L’integrazione di Grok e Google nel settore difesa

La collaborazione tra Grok, chatbot basato sull’intelligenza artificiale sviluppata da Musk e già utilizzato sulla piattaforma social X, e Google AI segna un punto di svolta nell’innovazione militare. Hegseth ha chiarito che questa mossa fa parte di un programma più vasto, volto a inserire il maggior quantitativo possibile di dati militari all’interno di sistemi evoluti di intelligenza artificiale. «Presto – ha dichiarato durante un intervento presso SpaceX, nel Texas – avremo i modelli di AI più avanzati e potenti operanti su tutte le reti, classificate e non, del Dipartimento della Difesa».

Tuttavia, la tecnologia Grok non è priva di controversie: recentemente ha suscitato critiche globali a seguito della generazione di immagini deepfake sessualizzate non consensuali e ha subito restrizioni in paesi come Malesia e Indonesia. Anche il sistema britannico di vigilanza sulla sicurezza online ha avviato un’indagine, a causa delle potenzialità di Grok in ambito di generazione e modifica delle immagini.

L’approccio del Pentagono all’adozione dell’intelligenza artificiale

Il segretario Hegseth ha annunciato che Grok entrerà in funzione all’interno del dipartimento a fine mese, con l’obiettivo di sfruttare in maniera efficace tutti i dati disponibili provenienti dai sistemi informativi e dai database di intelligence militare. La strategia militare punta a sfruttare sia le informazioni tattiche sia quelle operative, frutto di oltre vent’anni di missioni combattive e attività di raccolta dati.

Questa accelerazione verso l’innovazione tecnologica militare si configura in netto contrasto con la linea più cauta adottata dall’amministrazione Biden, la quale, pur sostenendo l’espansione dell’adozione di sistemi di intelligenza artificiale, ha imposto regole stringenti per evitare abusi, soprattutto in ambiti potenzialmente pericolosi come la sorveglianza di massa, gli attacchi informatici o il dispiegamento di armi autonome letali.

L’amministrazione uscente aveva promulgato nuove normative alla fine del 2024, vietando ad esempio applicazioni AI che violassero diritti civili o automatizzassero l’uso di armi nucleari. Non è chiaro se queste restrizioni siano ancora operative sotto l’attuale direzione del Pentagono guidata da Hegseth.

Le sfide etiche e operative dell’AI militare

Nel suo discorso, Hegseth ha sottolineato la necessità di accelerare le rivoluzioni tecnologiche nel campo militare: «L’innovazione deve provenire da ogni fonte e progredire con rapidità e determinazione». Ha rimarcato che la validità dell’intelligenza artificiale dipende dalla qualità dei dati disponibili, e che il Pentagono si impegnerà a fornire un accesso illimitato a questi dati per supportare l’efficacia dei sistemi.

Pur manifestando la volontà di adottare sistemi AI responsabili, il segretario alla Difesa ha chiarito che non tollererà modelli di intelligenza artificiale incapaci di supportare efficacemente le operazioni belliche. «La nostra IA militare – ha aggiunto – non sarà soggetta a vincoli ideologici che possano limitare applicazioni legittime né avrà intenzioni autonome di risveglio».

Grok è stato presentato da Musk come una risposta alternativa alle cosiddette “wake AI”, come Gemini di Google o ChatGPT di OpenAI. Tuttavia, il chatbot ha già generato polemiche significative in passato, per commenti antisemiti e contenuti controversi diffusi senza filtro.

Al momento, il Pentagono non ha fornito commenti ufficiali sulle criticità legate a Grok, ma il percorso di integrazione nel sistema difensivo americano sembra ben avviato.

Conclusioni

L’ingresso di Grok nel Pentagono rappresenta un esempio emblematico di come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando l’approccio alla sicurezza e alla difesa nazionale. Questa collaborazione tra realtà private come SpaceX e Google e le istituzioni militari apre scenari di innovazione, ma al contempo solleva interrogativi etici e di governance. La sfida sarà bilanciare il progresso tecnologico con la responsabilità nell’uso di strumenti potenti e potenzialmente controversi, mantenendo al centro la sicurezza e i diritti civili, in un mondo sempre più interconnesso e complesso.