InvestEU: bilancio e prospettive del piano europeo di investimenti

Bruxelles e il Piano di Investimenti Europeo: Un Bilancio Finale

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, Bruxelles si prepara a un’importante verifica del Piano di Investimenti Europeo, concepito per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro e sostenere la crescita economica del continente. Oggi, abbiamo l’opportunità di rivedere il vice presidente della Commissione Europea, Jyrki Katainen, a otto mesi dalla nostra prima intervista, per esaminare i progressi effettuati fino a questo momento.

Come Funziona il Piano di Investimenti Europeo

Immaginate il Piano come una cassaforte che, inizialmente vuota, è stata riempita di fondi e garanzie mirate. Al suo interno c’è un fondo di garanzia di 16 miliardi di euro, provenienti dal bilancio dell’Unione Europea, al quale si aggiungono ulteriori 5 miliardi dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). In totale, la cassaforte parte quindi con una base di 21 miliardi di euro in garanzie.

Bruxelles stima che questo importo possa generare un effetto moltiplicatore straordinario, con ogni euro di garanzia in grado di attrarre fino a 15 euro di investimenti privati. In questo modo, si auspica di raggiungere un totale di 315 miliardi di euro per incentivare lo sviluppo economico. Di questi, 240 miliardi saranno dedicati a investimenti strategici, mentre 75 miliardi andranno a supporto delle piccole e medie imprese (PMI).

Per esempio, un comune che desidera costruire una nuova linea di tram può presentare il progetto all’Unione Europea. Se approvato, l’UE investirà un euro, attirando così altri capitali e aumentando l’investimento totale fino a quindici volte.

La Gestione degli Investimenti: Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici

Per gestire efficacemente le risorse mobili, l’Unione Europea ha istituito il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS), sotto la supervisione della BEI. Un comitato d’investimento e un direttore generale dedicato selezionano i progetti destinati a ricevere finanziamenti. L’obiettivo primario rimane la creazione di occupazione e crescita economica, concentrandosi su settori chiave come infrastrutture, energie rinnovabili, istruzione e ricerca.

Le PMI possono accedere ai fondi anche attraverso ulteriori programmi di sostegno. Coloro che desiderano un finanziamento possono contattare direttamente le sedi della BEI o del FEI nel loro paese.

Progressi, Sfide e Prospettive Future

Da aprile a oggi, la BEI ha approvato 34 progetti attraverso il FEIS. Questi finanziamenti, che ammontano a circa 5 miliardi di euro, potrebbero generare investimenti per un totale di 23 miliardi in 13 paesi. Con nove progetti già firmati e l’aspettativa di un aumento significativo del ritmo di investimento nel prossimo anno, il futuro appare promettente. Tuttavia, la sfida per l’Europa è significativa, dopo il brusco calo degli investimenti avvenuto tra il 2008 e il 2013, quando si è registrata una contrazione del 17%.

Secondo Guntram Wolff del think tank Bruegel, ci sono dubbi sulla capacità del piano di raggiungere i 315 miliardi inizialmente previsti. "Gli investitori privati sono attratti dai ritorni, e purtroppo le garanzie pubbliche non risultano sufficienti a ridurre i rischi", afferma Wolff.

Nonostante le incertezze, il 2015 ha visto l’erogazione di 1,5 miliardi in 62 operazioni destinate a progetti di crescita per le PMI, promuovendo un ulteriore supporto di 19 miliardi di euro in investimenti privati.

La Voce di Bruxelles: Intervista a Jyrki Katainen

Per comprendere meglio come il piano si evolverà nel 2016, abbiamo chiesto a Katainen di illustrare un progetto specifico, come Green Energy Homes in Francia, dove sono coinvolti 40.000 edifici. "Il FEIS coprirà parte dei rischi che affrontano gli investitori privati", spiega Katainen.

Il coinvolgimento di investitori strategici, tra cui fondi pensione e compagnie assicurative, è fondamentale per l’implementazione e l’estensione di iniziative simili. "La sfida principale rimane la selezione e la garanzia di progetti di qualità", continua Katainen.

Nel 2023, l’obiettivo è ambizioso; si prevede un incremento significativo degli investimenti, attraverso un portale di progetto che offrirà visibilità ai promotori e diverse misure di armonizzazione del mercato.

Per un approfondimento sui temi legati allo sviluppo sostenibile, vi invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato sulle Politiche di Investimento Sostenibile in Europa.

In conclusione, mentre l’Europa si prepara ad affrontare le sfide del prossimo anno, la tempestività e la solidità degli investimenti rappresentano un elemento cruciale per la rinascita economica del continente.