L’Uzbekistan si prepara a compiere un passo storico nel panorama spaziale, annunciando il lancio del suo primo satellite scientifico interamente sviluppato a livello nazionale. Parallelamente, il Paese ha avviato la pianificazione per inviare il suo primo astronauta in orbita, aprendo così una nuova era per la sua ambizione tecnologica e scientifica.
Verso una nuova frontiera tecnologica e scientifica
Queste iniziative, ancora in fase embrionale, rappresentano un tentativo concreto e strutturato di rafforzare le proprie capacità tecniche, assicurare l’indipendenza nella gestione dei dati e affacciarsi gradualmente al contesto globale dell’esplorazione spaziale. Le autorità di Tashkent descrivono il programma soprattutto come un progetto economico e istituzionale, rispondendo a una domanda interna che, negli ultimi cinque anni, ha triplicato l’uso dei dati di telerilevamento. Oggi, oltre dieci agenzie governative e tutte le amministrazioni regionali si affidano al monitoraggio satellitare per settori strategici come l’agricoltura, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la pianificazione territoriale.
Il presidente Shavkat Mirziyoyev ha sottolineato l’importanza di questo sviluppo: “Attraverso i dati spaziali individuiamo nuove opportunità economiche invisibili a occhio nudo, trasformandole in reali fonti di reddito. Questo dimostra come stiano evolvendo i meccanismi e la cultura della gestione delle risorse statali.”
Un CubeSat 6U: la pietra miliare dell’Uzbekistan spaziale
Il primo vero traguardo è il CubeSat 6U “Mirzo Ulugbek”, il cui lancio è previsto per il 2028. Ma cosa si cela dietro questo nome? Un CubeSat è un piccolo satellite modulare, e la sigla 6U indica la dimensione: circa 10×20×30 centimetri per un peso inferiore ai 12 chilogrammi. Questo tipo di satellite è ideale per missioni di osservazione della Terra, test tecnologici e sperimentazioni scientifiche, con costi contenuti e tempi di realizzazione molto rapidi rispetto ai tradizionali satelliti di grandi dimensioni.
Per un Paese come l’Uzbekistan, che muove i primi passi nella progettazione satellitare, questo progetto ha soprattutto un valore formativo e strategico, mirando a costruire competenze solide e durature piuttosto che a una rapida operatività su larga scala. Il “Mirzo Ulugbek” sarà integrato nel database nazionale per il monitoraggio dell’ambiente, contribuendo a migliorare le attività agricole, forestali e di tutela ambientale.
Muhiddin Ibragimov, vicedirettore dell’Agenzia spaziale Uzcosmos, ha rimarcato l’importanza della formazione: “Lavoriamo per sviluppare competenze sostenibili nel settore, studiando le migliori esperienze internazionali. Per Paesi emergenti come il nostro, questa si conferma una strada accessibile e vantaggiosa.”
Formazione d’eccellenza per la nuova generazione di ingegneri spaziali
Una delle chiavi del successo del programma è la formazione di giovani talenti uzbeki. Circa sette studenti di master sono stati selezionati per la progettazione e la preparazione del CubeSat e attualmente frequentano corsi presso il prestigioso Kyushu Institute of Technology in Giappone. Qui ricevono un’educazione che combina teoria e pratica, immersi in un ambiente che ha già favorito il lancio di oltre 30 CubeSat.
Muhammadsolih Adhamjonov, uno degli studenti, descrive l’esperienza come “un privilegio imparare direttamente dagli ingegneri esperti e vivere in prima persona il dispiegamento reale di un satellite, come è accaduto recentemente con il CubeSat ‘Leopard’.” Anche Burkhan Uvraimov, responsabile del carico utile della telecamera, evidenzia l’importanza di una preparazione graduale: “Abbiamo iniziato dalla teoria; la pratica verrà in un secondo momento. Questa esperienza sarà fondamentale per le nostre future sfide tecniche.” Asilbek Shukurov, che si occupa del sistema di controllo dell’assetto, aggiunge: “Il nostro compito è mantenere stabile la posizione e la traiettoria del satellite, leggendo i dati di telemetria e navigandolo attraverso i comandi programmati.”
Un astronauta uzbeko per guardare alle stelle
Accanto allo sviluppo di satelliti, il progetto spaziale dell’Uzbekistan punta anche a formare il suo primo astronauta nazionale. Il presidente Mirziyoyev ha indicato questa iniziativa come una priorità strategica, prevedendo una missione orbitale di breve durata – dai 10 ai 14 giorni – in collaborazione con partner internazionali di rilievo.
“Raggiungere questo traguardo non solo eleverà il profilo internazionale del nostro Paese, ma stimolerà la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e susciterà un rinnovato interesse tra i giovani verso le discipline STEM,” ha dichiarato Mirziyoyev. Gli ambiti di studio potenziali includono medicina spaziale, biologia, genetica vegetale e scienza dei materiali, segnalando un approccio multidisciplinare e avanzato.
Nel 2028, Samarcanda sarà inoltre teatro del Congresso Astronautico Internazionale (IAC), il più importante raduno mondiale dell’industria spaziale. L’evento vedrà la partecipazione delle principali agenzie spaziali di Stati Uniti, Europa, Cina, India, Russia e molti altri Paesi, sottolineando l’ascesa dell’Uzbekistan come protagonista emergente nel settore.
Conclusioni
L’ambizioso piano spaziale dell’Uzbekistan rappresenta non solo un salto tecnologico, ma anche un profondo cambiamento culturale e istituzionale. Dal piccolo CubeSat “Mirzo Ulugbek” all’addestramento del primo astronauta nazionale, il Paese si sta dotando delle competenze necessarie per giocare un ruolo attivo e autonomo nell’evoluzione dello spazio. Questa strategia integrata, che unisce innovazione scientifica ed economica, promette di trasformare l’Uzbekistan in un attore dinamico nel contesto globale dell’esplorazione spaziale, ispirando le nuove generazioni a sognare oltre l’atmosfera terrestre.