I rischi nascosti delle caricature create dall’intelligenza artificiale: cosa sapere prima di partecipare
Negli ultimi mesi si è diffusa una moda digitale molto curiosa e coinvolgente: gli utenti utilizzano l’intelligenza artificiale per trasformare le proprie fotografie in caricature colorate, spesso personalizzate con logo aziendale, titolo professionale o altri dettagli personali. Tuttavia, dietro questo fenomeno apparentemente innocuo e divertente si celano importanti rischi per la sicurezza informatica e la tutela della privacy, come avvertono esperti del settore.
L’impatto della condivisione di immagini sui chatbot AI
Quando si carica una propria foto su piattaforme AI come ChatGPT di OpenAI, il sistema analizza e interpreta l’immagine per estrarne dati significativi: dalle espressioni facciali alle informazioni ambientali, fino a indizi sulla posizione geografica. Questi dati vengono archiviati — anche per tempi non del tutto chiari — e utilizzati per migliorare e addestrare i modelli di intelligenza artificiale, inclusi generatori di immagini sempre più sofisticati.
Bob Long, vicepresidente della società specializzata in autenticazione Daon, mette in guardia: “Condividere una tua immagine e i dettagli associati significa fornire ai truffatori una rappresentazione visiva preziosa per costruire falsità. È come se stessi agevolando il loro lavoro con le tue stesse mani”. In pratica, ogni dettaglio inserito, dal logo aziendale a un semplice badge identificativo, può essere sfruttato per creare profili falsi o attacchi mirati di ingegneria sociale.
La vulnerabilità aumenta in caso di violazioni dei dati: se piattaforme come OpenAI dovessero subire un attacco, i file caricati dagli utenti e le informazioni personali collegate potrebbero finire nelle mani di criminali informatici, pronti a utilizzarli per minacce ben più insidiose.
Come le immagini possono alimentare truffe e deepfake
Secondo Charlotte Wilson, esperta di sicurezza in Check Point, con sede in Israele, un singolo selfie di alta qualità può diventare il punto di partenza per la creazione di account falsi sui social network o di video deepfake estremamente realistici. Questi strumenti sono sempre più usati per eseguire raggiri sofisticati e mirati.
“I selfie facilitano il passaggio da truffe generiche a imitazioni altamente personalizzate e credibili”, sottolinea Wilson. Una tecnologia che, se mal utilizzata, può mettere a rischio la reputazione individuale e aziendale, oltre a compromettere la sicurezza digitale di milioni di utenti.
OpenAI, nelle proprie policy sulla privacy, conferma che le immagini caricate possono essere impiegate per affinare il funzionamento del modello AI. Tuttavia, viene precisato che non tutte le foto finiscono in un database pubblico, ma che le informazioni sono usate in forma aggregata per migliorare la capacità di generazione delle immagini da parte del chatbot.
Consigli pratici per chi vuole partecipare ai trend AI in sicurezza
Per chi desidera comunque entrare in questo mondo digitale e seguire le ultime mode legate all’intelligenza artificiale, gli esperti consigliano alcune semplici ma essenziali accortezze. Charlotte Wilson invita a limitare la condivisione di elementi che permettano di identificare persone o luoghi: “Ritaglia con cura le foto, scegli sfondi neutri e evita di mostrare distintivi, uniformi o accessori che colleghino direttamente al lavoro o alla routine quotidiana”.
È altrettanto importante non divulgare dati personali nei messaggi di accompagnamento, come titolo professionale, nome della città o datore di lavoro, per contenere il rischio di raggiri mirati.
Il consulente Jake Moore suggerisce inoltre di verificare sempre le impostazioni privacy sui servizi AI prima di caricare contenuti. OpenAI, ad esempio, mette a disposizione un portale dedicato dove è possibile disattivare l’uso delle proprie informazioni per l’addestramento dei modelli mediante l’opzione “non utilizzare i miei contenuti per la formazione”. Anche nelle conversazioni testuali con ChatGPT, si può scegliere di escludere la propria attività dal miglioramento generale del sistema.
In ottemperanza alla legislazione europea sulla protezione dei dati, gli utenti hanno inoltre il diritto di richiedere la cancellazione delle proprie informazioni personali. Va però segnalato che, per ragioni di sicurezza e contrasto a frodi, alcune informazioni potrebbero essere conservate anche dopo la procedura di eliminazione.
Conclusioni
L’affascinante universo delle caricature generate dall’intelligenza artificiale rappresenta un’autentica rivoluzione per la creatività digitale, ma richiede una consapevolezza maggiore sui rischi della privacy e sicurezza informatica. Prima di partecipare a queste tendenze emergenti, è fondamentale conoscere come i dati personali e le immagini vengono trattati e archiviati, adottando strategie accorte per proteggere la propria identità e quella della propria realtà professionale. Solo così si potrà godere liberamente dei benefici e delle innovazioni offerte dall’intelligenza artificiale, senza esporre sé stessi a pericoli evitabili.