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ToggleL’Oceano sotto la lente: tecnologia e intelligenza artificiale per una tutela indispensabile
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato un allarme chiaro e urgente nella Giornata mondiale degli oceani, richiamando l’attenzione sullo stato di profonda crisi in cui versa l’ambiente marino. “L’oceano è in gravi difficoltà e lo stiamo spingendo oltre i suoi limiti”, ha dichiarato il rappresentante ONU in occasione della pubblicazione del terzo World Ocean Assessment. Il rapporto dettagliato evidenzia dati inquietanti: il livello dei mari continua a salire a ritmi allarmanti, circa il 16% dell’aumento di calore globale accumulato dagli oceani dal 1955 si è concentrato dopo il 2018, mentre il ghiaccio marino artico registra una continua e preoccupante regressione.
In questo scenario critico, la domanda sorge spontanea: come può la tecnologia aiutarci a preservare i nostri oceani? Euronews Tech Talks ha approfondito la questione confrontandosi con Alain Arnaud, direttore del programma Oceano Digitale presso l’organizzazione francese Mercator Ocean International, per capire in che modo satelliti, modelli digitali e intelligenza artificiale (AI) stanno rivoluzionando il monitoraggio ambientale marina.
L’Oceano Digitale Europeo: una replica virtuale per comprendere il mare
Al centro di questa innovazione si trova l’European Digital Twin Ocean (EDITO), un vero e proprio gemello digitale dell’oceano, accessibile gratuitamente in formato online. Presentata nel 2022 dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, questa piattaforma nasce come un progetto strategico dell’Unione Europea, guidato da Mercator Ocean International in collaborazione con il Flanders Marine Institute.
EDITO si struttura su mappe interattive e altamente dettagliate, capaci di fornire una mole impressionante di dati: dalle variazioni di temperatura alla concentrazione di plastica nei mari, dalla dinamica delle correnti marine alla salinità, fino agli aspetti biologici più complessi. Come spiega Arnaud, “è un modello ad altissima risoluzione che integra informazioni fondamentali sullo stato dell’oceano, incluse le onde, le correnti, la temperatura e la biologia marina”. L’iniziativa è stata recentemente inglobata in OceanEye, un piano europeo che punta a rafforzare il monitoraggio oceanico con un orizzonte operativo fissato al 2030.
Intelligenza artificiale e scenari predittivi per la tutela degli oceani
Uno degli aspetti più affascinanti di EDITO è la capacità di simulare scenari ipotetici attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Gli utenti possono esplorare le conseguenze di diversi cambiamenti climatici o ambientali: ad esempio, valutare come una crescita di 2 gradi nella temperatura marina potrebbe influenzare le popolazioni ittiche, oppure studiare l’effetto protettivo delle praterie marine sull’erosione costiera in determinate zone.
“Grazie ai modelli basati sull’intelligenza artificiale possiamo modificare le condizioni iniziali dell’oceano per prevedere le evoluzioni e l’impatto di differenti fattori”, spiega Arnaud. Tra le funzionalità più innovative anche un chatbot AI che risponde in tempo reale ai quesiti degli utenti sulla condizione marina, lanciato pubblicamente durante la Digital Ocean Week a Bruxelles. Seppur attualmente disponibile solo all’interno della piattaforma EDITO, Mercator sta valutando un’integrazione con compagnie leader nel campo dell’AI, come ChatGPT, per ampliare la diffusione di informazioni affidabili e aggiornate sugli oceani. “L’intelligenza artificiale sta evolvendo così rapidamente da risultare quasi spaventosa, ma è indispensabile saperla integrare e sfruttare al meglio”, aggiunge Arnaud.
Satelliti europei e collaborazione globale: l’occhio tecnologico sul mare
Fondamentale per il funzionamento di EDITO è il ruolo dei satelliti, strumenti imprescindibili per l’osservazione globale degli oceani. Arnaud sottolinea come la raccolta dati sia principalmente basata sui satelliti europei del programma Copernicus, ma con un’importante collaborazione internazionale: “Integrare i dati provenienti dagli Stati Uniti, dall’India o dal Giappone ci permette di arricchire il quadro conoscitivo e migliorare l’accuratezza delle informazioni”.
Copernicus fornisce misurazioni precise sulla superficie dell’oceano, grazie a sensori capaci di registrare variazioni termiche, salinità, correnti e numerosi altri parametri essenziali per monitorare l’ambiente marino. Accanto ai dati satellitari, EDITO si avvale anche di rilevamenti in situ raccolti da imbarcazioni in tutto il mondo. Sebbene concepito principalmente per scienziati e decisori politici, il progetto mira a interfacciarsi sempre più con l’Agenzia europea per la sicurezza marittima, favorendo così una gestione integrata che abbracci sia la conoscenza scientifica che la tutela e la sicurezza degli ecosistemi marini.
Conclusioni
La sfida di proteggere gli oceani, patrimonio fondamentale del pianeta, si gioca oggi su più fronti, unendo ricerca scientifica e innovazione tecnologica. European Digital Twin Ocean rappresenta un esempio virtuoso di come l’intelligenza artificiale e i satelliti possano affiancarsi per offrire una visione precisa e dinamica del mare. In un momento in cui gli oceani mostrano segni evidenti di sofferenza a causa dei cambiamenti climatici e delle attività antropiche, strumenti avanzati come EDITO diventano indispensabili per informare, prevenire e costruire strategie di salvaguardia efficaci e sostenibili.
Rafforzare la collaborazione internazionale, integrare dati in tempo reale e sviluppare modelli predittivi sono tappe essenziali per tutelare la salute degli oceani. Solo così sarà possibile invertire la rotta e preservare questo ecosistema straordinario per le future generazioni.
