La cometa interstellare 3I/ATLAS: uno sguardo ravvicinato dall’Hawaii e dallo spazio profondo
Due immagini straordinarie della cometa interstellare 3I/ATLAS sono state recentemente rese pubbliche, offrendo uno sguardo unico su questo raro visitatore cosmico. La prima, catturata il 26 novembre 2025, proviene dal telescopio Gemini North, situato sull’imponente Maunakea, vulcano inattivo nelle isole Hawaii. L’altra, invece, arriva dall’orbita profonda, grazie alla navicella spaziale Europa Clipper della NASA, attualmente in viaggio verso Giove. Questi scatti non solo confermano l’importanza scientifica di 3I/ATLAS, ma sottolineano anche la capacità umana di esplorare il cielo sia da terra che attraverso missioni spaziali avanzate.
Le caratteristiche uniche di 3I/ATLAS e le sue osservazioni terrestri
La cometa 3I/ATLAS ha fatto scalpore fin dalla sua scoperta il 1° luglio 2025, distinguendosi come uno dei soli tre corpi interstellari mai intercettati nel nostro Sistema Solare, insieme a ‘Oumuamua e 2I/Borisov. Si ritiene che questa cometa sia la più antica mai osservata, nata attorno a una stella lontana e ora in transito nel nostro vicinato cosmico. Le immagini raccolte dal telescopio Gemini North sono il risultato di attente esposizioni durante le quali il telescopio ha dovuto seguire il movimento rapido della cometa nel cielo, un’operazione che ha richiesto correzioni sofisticate per mantenere ferme le stelle sullo sfondo. Questa tecnica ha permesso di evidenziare la chioma – un alone composto da gas e polveri che avvolge il nucleo ghiacciato – offrendo una visione dettagliata di questo corpo celeste in rapido passaggio.
Europa Clipper e il prezioso contributo dallo spazio
La navicella Europa Clipper, lanciata nell’ottobre 2024 e destinata a studiare Europa, una delle lune di Giove, ha invece immortalato 3I/ATLAS da una posizione vantaggiosa a circa 164 milioni di chilometri di distanza. Sebbene il suo obiettivo principale sia l’esplorazione di Europa, la sonda ha potuto sfruttare questa occasione per osservare la cometa durante un periodo di circa sette ore. Le immagini, ottenute combinando diverse lunghezze d’onda nella luce ultravioletta, mettono in evidenza la distinzione tra gas (colori blu e verde) e polveri (rosso), restituendo una rappresentazione vivida e molto dettagliata della chioma di 3I/ATLAS. Questo raro contributo dallo spazio profondamente arricchisce le nostre conoscenze sulle composizioni e le dinamiche degli oggetti interstellari.
Un mistero cosmico: origini e curiosità sulla cometa interstellare
Fin dal primo annuncio, 3I/ATLAS ha affascinato la comunità scientifica e appassionati, ponendosi non solo come un oggetto di studio, ma anche come un enigma cosmico. Osservazioni effettuate con il telescopio ALMA in Cile hanno evidenziato alcune anomalie nel suo percorso e nei suoi colori, con un’improvvisa variazione cromatica dal rossastro a un blu intenso, suscitando ipotesi anche sorprendenti. L’astrofisico Avi Loeb di Harvard ha ipotizzato la possibile presenza di “un motore interno”, sebbene la maggioranza degli esperti concordi nel ritenere più plausibili spiegazioni naturali per queste peculiarità. Tutte le ricerche, inclusi i tentativi del radiotelescopio Green Bank di individuare segnali tecnologici o segnali extraterrestri, non hanno finora prodotto alcuna conferma di attività aliena.
Conclusioni: il viaggio effimero di 3I/ATLAS nel Sistema Solare
La cometa 3I/ATLAS incarna uno degli incontri più spettacolari e fugaci della moderna astronomia, portandoci un messaggio diretto da oltre il nostro sistema planetario. Dopo aver attraversato l’interno del Sistema Solare, il suo viaggio proseguirà con un passaggio ravvicinato a Giove previsto per marzo 2026, momento che probabilmente sarà l’ultimo impatto visivo prima che la cometa abbandoni per sempre la nostra stella madre. Grazie agli sforzi congiunti di telescopi terrestri e missioni spaziali come Europa Clipper, stiamo scrivendo le prime pagine di una narrazione cosmica che continua a interrogare e ispirare, aprendoci alla prospettiva di scoperte sempre più profonde nello sconfinato universo che ci circonda.