Indice dei Contenuti
ToggleUna grande scatola nera alta più di tre metri e mezzo, nelle sale di Villa Saporiti, sede della Provincia di Como, custodisce pochi centimetri di chip raffreddati vicino allo zero assoluto. Ć Volta B1, inaugurato il 16 ottobre 2026 e presentato come il primo computer quantistico d’Italia basato sul quantum annealing: un sistema D-Wave Advantage2 con oltre 4.400 qubit, il più potente della sua famiglia installato nel Paese e il secondo in Europa per numero di qubit.
Il dossier computer quantistico Italia si arricchisce cosƬ di un tassello diverso da quelli visti finora: non una macchina sperimentale chiusa in un laboratorio, ma un’infrastruttura pensata per imprese, universitĆ e pubblica amministrazione, accessibile anche da remoto. Vediamo che cosa ĆØ davvero Volta B1, come funziona, chi lo ha finanziato, chi potrĆ usarlo e dove si colloca rispetto ai sistemi quantistici giĆ attivi a Bologna. Un tema che, per chi segue la sezione Technology, conviene leggere oltre i titoli.
Che cos’ĆØ Volta B1 e perchĆ© ĆØ arrivato a Como
Volta B1 ĆØ il nome scelto all’interno dell’ecosistema Q-Alliance per un Advantage2, il computer quantistico ad annealing di sesta generazione prodotto dalla statunitense D-Wave Quantum. L’arrivo in Lombardia ĆØ stato annunciato dall’azienda il 15 ottobre al Digital Innovation Forum di Villa Erba, a Cernobbio; il giorno dopo la cerimonia ufficiale, intitolata “Quantum per l’Italia”, si ĆØ svolta a Villa Saporiti nell’ambito delle iniziative per il bicentenario della morte di Alessandro Volta, scomparso nel 1827. Da qui il nome della macchina.
All’inaugurazione erano presenti i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e degli Affari europei e Pnrr Tommaso Foti, con il ministro della Difesa Guido Crosetto in collegamento e un messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il progetto ĆØ stato promosso dal sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, e la cerimonia ĆØ stata accompagnata dalla consegna simbolica di tre chiavette di accesso: alla Provincia di Como per le istituzioni, all’UniversitĆ dell’Insubria per la ricerca e a Confindustria Como per le imprese. Un gesto che riassume bene i tre destinatari a cui il sistema si rivolge.
Perché proprio Como? Oltre al legame con Volta, il presidente del Comitato nazionale per il bicentenario, Vincenzo Vespri, ha spiegato a La Provincia di Como che la città offre «il vantaggio di una realtà meno dispersiva rispetto a Milano», pur contando sulle opportunità scientifiche ed economiche della Lombardia, a cui si aggiunge la vicinanza con la Svizzera, molto attiva negli investimenti nelle nuove tecnologie.

Come funziona il quantum annealing (e cosa non sa fare)
Per capire cosa cambia, bisogna partire da un punto che nei titoli spesso si perde: esistono famiglie diverse di computer quantistici. I sistemi più citati, come quelli di IBM, Google o IQM, sono computer quantistici a porte logiche (gate-model): in teoria possono eseguire qualsiasi algoritmo quantistico, ma oggi lavorano con decine o poche centinaia di qubit ancora molto sensibili agli errori. Il quantum annealing, o ricottura quantistica, è invece un approccio specializzato: serve a risolvere problemi di ottimizzazione, cioè a trovare la combinazione migliore tra un numero enorme di alternative.
Il principio ĆØ questo: il problema viene tradotto in un “paesaggio energetico” in cui ogni possibile soluzione corrisponde a un livello di energia, e la macchina sfrutta gli effetti quantistici per cercare le configurazioni a energia più bassa, che coincidono con le soluzioni migliori. Un esempio concreto ĆØ la pianificazione delle consegne: mezzi disponibili, orari, distanze e vincoli di servizio generano un numero di combinazioni che cresce in modo esplosivo con le dimensioni della flotta.
Ne derivano due conseguenze pratiche. La prima: Volta B1 non ĆØ un computer universale e non sostituisce un supercomputer tradizionale. La seconda: i suoi 4.400 qubit non sono confrontabili uno a uno con i qubit delle macchine a porte logiche, perchĆ© svolgono un compito diverso. Dire che Volta B1 ĆØ “più potente” di un sistema da 54 o 140 qubit ha senso solo all’interno della stessa famiglia; tra famiglie diverse il paragone non regge. Anche per questo il sistema lavora spesso in modalitĆ ibrida, affiancando il processore quantistico agli algoritmi classici e usandolo per la parte del calcolo più adatta alle sue caratteristiche.
Le caratteristiche tecniche dell’Advantage2
D-Wave ha reso disponibile l’Advantage2 in versione commerciale il 20 maggio 2025. Secondo le specifiche diffuse dall’azienda, il processore ha oltre 4.400 qubit e più di 40.000 accoppiatori (i collegamenti tra qubit), organizzati secondo la topologia Zephyr. Ć questo il cuore del salto rispetto alla generazione precedente:
- connettività a 20 vie: ogni qubit può interagire direttamente con un massimo di altri 20, contro i 15 della topologia Pegasus dei sistemi Advantage, e questo permette di rappresentare sul chip problemi più grandi e più intrecciati;
- scala energetica più alta del 40%, che aumenta la separazione tra soluzioni buone e soluzioni mediocri;
- tempo di coerenza raddoppiato, cioĆØ più tempo in cui il processore mantiene il comportamento quantistico prima di essere disturbato dall’ambiente;
- rumore ridotto di quattro volte (il 75% in meno), con una programmazione dei problemi più precisa;
- consumo di circa 12,5 kilowatt, un valore che secondo D-Wave ĆØ rimasto invariato nelle sei generazioni delle sue macchine.
A questi numeri si aggiungono i solutori ibridi del servizio cloud di D-Wave, che secondo l’azienda gestiscono problemi fino a due milioni di variabili e vincoli. D-Wave sostiene inoltre che l’Advantage2 abbia superato il calcolo classico in un problema complesso di simulazione dei materiali che, a suo dire, avrebbe richiesto a uno dei supercomputer più potenti al mondo quasi un milione di anni. Ć un’affermazione del produttore, legata a un problema scientifico specifico: non significa che ogni calcolo eseguito a Como sarĆ automaticamente più veloce o più economico di uno classico, e la stessa stampa specializzata invita a verificare il vantaggio caso per caso.

Chi ha pagato e chi potrĆ usare Volta B1
Il capitolo economico ĆØ uno dei più rilevanti, perchĆ© Volta B1 non ĆØ un’infrastruttura pubblica. La macchina nasce da un accordo da 10 milioni di euro annunciato il 15 ottobre 2025 tra D-Wave e Swiss Quantum Technology (SQT). In base all’intesa, SQT ha acquisito il 50% della capacitĆ di calcolo per cinque anni e dispone di un’opzione per acquistare l’intero sistema. Ā«Il Volta B1 non ha avuto un euro dal PnrrĀ», ha sottolineato il ministro Foti durante l’inaugurazione, distinguendo questo progetto dalle infrastrutture finanziate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Sul piano dell’accesso, D-Wave ha spiegato che, una volta completate installazione e configurazione, il sistema sarĆ disponibile anche tramite Leap, il suo servizio di calcolo quantistico in cloud, attivo in oltre 40 Paesi e con una disponibilitĆ dichiarata del 99,9%. In pratica ricercatori e aziende potranno inviare i propri problemi da remoto, senza possedere apparecchiature quantistiche nĆ© occuparsi del raffreddamento del processore. Il dato di disponibilitĆ , però, si riferisce alla piattaforma commerciale nel suo complesso e non a una verifica pubblica delle prestazioni dell’installazione comasca.
Restano poi alcune domande aperte, che le prime analisi hanno giĆ messo in fila: quanto costeranno le elaborazioni, come verranno assegnati i tempi macchina, quale supporto tecnico sarĆ offerto e soprattutto come sarĆ distribuita la parte di capacitĆ non riservata a SQT tra universitĆ , centri di ricerca e piccole imprese. Sono dettagli che determineranno se Volta B1 diventerĆ uno strumento davvero usato dal tessuto produttivo o resterĆ una vetrina tecnologica.
Il ruolo di universitĆ e imprese del territorio
Le chiavette consegnate a Villa Saporiti hanno anche un valore di indirizzo. Il direttore generale di Confindustria Como, Antonello Regazzoni, ha sottolineato che «per un territorio a forte vocazione manifatturiera» la sfida è trasformare questa opportunità in efficienza e innovazione concreta, e che è fondamentale che anche le imprese di dimensioni più contenute possano conoscere queste tecnologie. Per Fabio Beltram, coordinatore scientifico del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), il ruolo di mediazione di studiosi e centri di ricerca è «essenziale per mantenere una gestione autonoma e italiana della macchina» che, pur prodotta negli Stati Uniti, verrà utilizzata sul territorio producendo competenze nuove.
Le applicazioni concrete: logistica, energia, telecomunicazioni
Che cosa si potrĆ fare, nella pratica, con Volta B1? Gli esempi illustrati durante l’inaugurazione riguardano tutti problemi di ottimizzazione combinatoria, quelli in cui il numero di scelte possibili cresce troppo in fretta per essere esplorato in modo esaustivo:
- logistica e trasporti: l’organizzazione delle consegne di una flotta di mezzi, i turni, il carico dei veicoli;
- produzione industriale: la pianificazione delle linee, la sequenza delle lavorazioni, la gestione della catena di approvvigionamento;
- reti energetiche: la distribuzione delle risorse nelle smart grid;
- telecomunicazioni: la gestione e la pianificazione delle reti 5G e 6G;
- finanza, simulazione dei materiali e intelligenza artificiale, ambiti in cui D-Wave indica giĆ clienti internazionali dei settori aviazione, manifattura, telecomunicazioni e sanitĆ .
Un primo caso italiano riguarda proprio l’aviazione: secondo Corriere Comunicazioni, Aeroitalia ha sottoscritto un’intesa con Q-Alliance per esplorare l’uso del calcolo quantistico nella pianificazione delle rotte e delle operazioni di volo. Si tratta di una sperimentazione, non di un servizio giĆ in produzione, ma rende l’idea del tipo di problemi su cui l’annealing viene messo alla prova: orari, equipaggi, aeromobili e scali da combinare nel modo più efficiente.
Per un’azienda interessata, la strada realistica non passa dall’acquisto di competenze quantistiche da zero, ma dall’individuazione di un problema di ottimizzazione giĆ noto e misurabile, da confrontare con le soluzioni classiche che usa oggi. Se il risultato quantistico o ibrido migliora costi, tempi o qualitĆ della soluzione, il vantaggio ĆØ concreto; se non li migliora, l’esperimento resta comunque utile per formare personale e capire in anticipo dove questa innovazione potrĆ incidere.

Il primo computer quantistico in Italia? Il confronto con Bologna
Qui serve una precisazione, perchĆ© la formula “primo computer quantistico d’Italia” va letta con attenzione. Volta B1 ĆØ il primo computer quantistico ad annealing installato nel Paese, come indicano lo stesso comunicato di D-Wave e l’ANSA. Non ĆØ però il primo sistema quantistico in assoluto attivo in Italia. L’11 giugno 2026, presso la sede CINECA del Tecnopolo DAMA di Bologna, il Centro nazionale ICSC ha inaugurato due macchine di natura diversa:
- NOX, un IQM Radiance a superconduttori con 54 qubit, finanziato interamente dal Ministero dell’UniversitĆ e della Ricerca attraverso l’ICSC con fondi Pnrr; secondo IQM ĆØ il secondo computer quantistico dell’azienda finlandese operativo in Italia;
- SOL, un Pasqal Orion ad atomi neutri con almeno 140 qubit, il sesto computer quantistico della rete europea EuroHPC, con un costo di acquisizione di circa 13 milioni di euro finanziato per metĆ da EuroHPC e per metĆ dal MUR tramite ICSC. A giugno era in fase di calibrazione, con disponibilitĆ per gli utenti europei prevista in autunno.
Entrambi i sistemi bolognesi sono integrati con il supercomputer Leonardo, per flussi di lavoro che combinano calcolo classico e quantistico. Le differenze con Como, quindi, sono tre: la tecnologia (porte logiche e atomi neutri a Bologna, annealing a Como), il finanziamento (pubblico ed europeo a Bologna, privato a Como) e il pubblico di riferimento, più orientato alla comunità scientifica nel caso di CINECA e più dichiaratamente industriale per Volta B1.
In Europa, sempre secondo Corriere Comunicazioni, Volta B1 ĆØ il secondo sistema ad annealing per numero di qubit, dietro l’installazione del centro di supercalcolo di Jülich, in Germania, che supera i 5.000 qubit. Proprio a Jülich, giĆ nel 2025, D-Wave aveva annunciato l’aggiornamento della propria macchina a un Advantage2 collegato al supercomputer exascale JUPITER. Il quadro che ne emerge ĆØ quello di un Paese che, nel giro di pochi mesi, ĆØ passato da ospitare progetti sperimentali a disporre di tre approcci diversi al calcolo quantistico sul proprio territorio.
Cosa cambia davvero per l’Italia
Il primo cambiamento ĆØ di accesso. Con una macchina fisicamente installata in Italia e aperta via cloud, universitĆ e aziende possono sperimentare il quantum computing su problemi reali senza passare da laboratori esteri, e soprattutto possono farlo all’interno di accordi e progetti costruiti sul territorio. La “Dichiarazione Volta”, firmata a giugno 2026 alla World Tech Conference di Milano e sottoscritta tra gli altri da D-Wave e da Almaviva, nasce proprio come quadro di cooperazione su quantistica, intelligenza artificiale e infrastrutture di calcolo sovrane.
Il secondo cambiamento riguarda le competenze. Oggi il collo di bottiglia del calcolo quantistico non ĆØ soltanto l’hardware, ma la scarsitĆ di persone capaci di tradurre un problema aziendale in un modello che la macchina possa elaborare. Avere un sistema in casa, con un’universitĆ come l’Insubria coinvolta fin dall’inaugurazione, significa poter formare ricercatori e tecnici su uno strumento reale. Ć lo stesso obiettivo dichiarato da Thomas F. Darden, amministratore delegato ad interim di SQT, secondo cui l’investimento serve anche a costruire le competenze necessarie al ruolo dell’Italia nell’economia quantistica.
Il terzo punto ĆØ più delicato e riguarda la sovranitĆ tecnologica. Volta B1 ĆØ prodotto negli Stati Uniti, finanziato da una societĆ svizzera che controlla metĆ della capacitĆ per cinque anni e accessibile tramite la piattaforma cloud del produttore. La presenza fisica della macchina in Italia ĆØ un passo concreto, ma il grado di autonomia reale dipenderĆ dalle regole di governance, dall’assegnazione della capacitĆ restante e da come verranno trattati i dati delle imprese che la useranno. Ć qui che la mediazione di universitĆ e centri di ricerca, richiamata da Beltram, diventa decisiva.
Infine, c’ĆØ il tema delle aspettative. Il quantum annealing ha giĆ clienti industriali nel mondo, ma il vantaggio rispetto ai migliori algoritmi classici va dimostrato su ogni singolo problema. Le prossime tappe da osservare sono quindi molto concrete: la data in cui il sistema sarĆ effettivamente operativo su Leap, le condizioni economiche per universitĆ e PMI, i primi progetti pubblicati con risultati misurabili. Saranno questi elementi, più dei numeri sui qubit, a dire se il computer quantistico di Villa Saporiti diventerĆ uno strumento di lavoro per l’industria italiana.







