Olimpiadi Invernali: sfida e impatto sul sovraffollamento delle Dolomiti

Olimpiadi Invernali: sfida e impatto sul sovraffollamento delle Dolomiti

Dolomiti e Olimpiadi: tra turismo di massa e tutela dell’ambiente

Mentre l’Italia si prepara a ospitare a Milano e Cortina d’Ampezzo, insieme a Predazzo, Tesero e Anterselva, le imminenti Olimpiadi invernali, cresce in modo altrettanto rapido la preoccupazione degli abitanti delle comunità alpine. L’aumento previsto dei visitatori rischia infatti di mettere ulteriormente sotto pressione un territorio già provato dall’overtourism e dagli effetti del turismo incontrollato.

Cortina è da sempre una perla delle montagne italiane, celebrata dall’UNESCO come la “Regina delle Dolomiti”, ma questa fama sta anche contribuendo a una problematica crescente, aggravata dalla potenza dei social media e dal desiderio dei visitatori di immortalare paesaggi unici. I riflettori si sono così spostati su uno degli scenari più iconici delle Dolomiti, il sentiero escursionistico che conduce alla vetta del monte Seceda, teatro di file interminabili e tensioni tra residenti e turisti.

Il sentiero del Monte Seceda e la risposta degli agricoltori al turismo eccessivo

Durante l’estate scorsa, la celebre via delle Odle sul monte Seceda ha registrato picchi di affluenza fino a 8.000 escursionisti in un solo giorno, molti dei quali mossi dal desiderio di ottenere la foto perfetta per i social. Il sovraffollamento e la mancanza di rispetto verso l’ambiente hanno spinto un gruppo di proprietari terrieri dell’Alto Adige a un gesto senza precedenti: la creazione di un tornello con pedaggio all’ingresso del sentiero.

La richiesta era semplice ma decisa: chi voleva percorrere il sentiero avrebbe dovuto pagare una tassa di 5 euro (esenti i residenti e i bambini) per contribuire alla manutenzione del percorso e compensare i danni causati dal passaggio incessante di turisti. Sebbene il tornello sia stato rimosso dalle autorità del Parco Naturale Puez-Odle, è stato ripristinato a pochi giorni di distanza dai contadini stessi che hanno definito l’iniziativa una vera e propria “grida d’aiuto” di fronte all’inerzia delle istituzioni locali.

Regolamentazione del turismo e sostenibilità nelle Dolomiti

L’iniziativa degli agricoltori ha diviso le opinioni: mentre alcune associazioni turistiche e guide alpine l’hanno criticata, molti residenti locali e rappresentanti del settore riconoscono la necessità di misure più severe per contenere l’impennata del turismo di massa.

Carlo Alberto Zanella, presidente del Club Alpino Italiano in Alto Adige, sottolinea l’urgenza di educare i visitatori a un comportamento rispettoso dell’ambiente montano e di tutelare i prati agricoli danneggiati da percorsi non autorizzati. Lo stesso problema è evidenziato da diversi gruppi turistici che imputano al mancato coordinamento e alla scarsa regolamentazione da parte delle autorità provinciali il degrado progressivo delle aree naturali.

La situazione è resa ancora più urgente dal fatto che, secondo l’Istituto Demoskopika, l’Alto Adige figura per il secondo anno consecutivo tra le zone italiane più colpite dal turismo eccessivo, insieme a realtà urbane come Venezia. La crescita del turismo estivo nelle località montane europee, accentuata dal riscaldamento globale, chiama dunque a una visione più ampia e coordinata per preservare un patrimonio ambientale fragile ma prezioso.

La popolarità incredibile del Seceda: un fenomeno alimentato da Apple?

A sorprendere è anche l’origine della fama planetaria del monte Seceda, attribuita in parte a una campagna mediatica non convenzionale. Dieci anni fa Apple scelse proprio l’immagine delle spettacolari cime delle Odle come sfondo ufficiale del sistema operativo iOS 7. Nel 2022, il Seceda è tornato a essere protagonista durante il lancio dell’iPhone 15 tramite un video promozionale.

Questa esposizione globale ha fatto impennare il numero di visitatori, spesso attratti da una breve sosta per la foto “instagrammabile” più che dall’autentico interesse per la montagna. L’effetto è stato potenziato anche dalla funivia che collega Ortisei con la vetta, la quale viene accusata di facilitare un’affluenza eccessiva e non sempre sostenibile.

Il dibattito è aperto: alcune realtà chiedono un aumento dei prezzi o la chiusura temporanea dei sentieri durante i picchi stagionali per preservare il territorio, mentre la compagnia impianti ha proposto addirittura di triplicare la capacità della funivia, rischiando di alimentare ulteriormente il fenomeno dell’overtourism.

Limiti e innovazioni per il turismo invernale a Madonna di Campiglio

In vista delle Olimpiadi, la questione si fa ancora più pressante, soprattutto per quanto riguarda l’affollamento sulle piste da sci. Madonna di Campiglio ha adottato un approccio innovativo e rigoroso, introducendo un limite massimo di 15.000 abbonamenti giornalieri vendibili esclusivamente online nei periodi di maggiore affluenza, incluse le festività natalizie e il Carnevale 2026.

L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità dell’esperienza sciistica garantendo sicurezza e comfort agli ospiti, evitando le congestioni tipiche delle stagioni passate. Parallelamente, sono in fase di sviluppo “skipass intelligenti” capaci di distribuire in modo dinamico il flusso di sciatori tra i 150 chilometri di piste, favorendo una gestione più razionale e sostenibile del traffico sulle montagne.

Verso una gestione turistica olistica e sostenibile

Secondo esperti di branding turistico come Catherine Warrilow, limitare gli accessi in specifici impianti è solo un tassello di una strategia più ampia necessaria per la tutela del territorio. È indispensabile adottare un modello di gestione coordinato tra associazioni turistiche, operatori economici e comunità locali, così da distribuire in modo equilibrato il carico turistico sull’intero comprensorio.

Una visione olistica del turismo permette non solo di salvaguardare l’ambiente e migliorare l’esperienza di visitatori e residenti, ma anche di sostenere l’economia alpina nel lungo termine. Si tratta di trasformare la sfida dell’overtourism in un’opportunità di sviluppo consapevole, che valorizzi l’unicità delle Dolomiti senza comprometterne la fragilità.


Conclusioni

Le Dolomiti si trovano oggi davanti a un bivio cruciale: da un lato la crescente attrattività globale, alimentata anche dai social media e da eventi di prestigio come le Olimpiadi, dall’altro la necessità impellente di tutelare un ecosistema delicato e le comunità che lo abitano.

Tra pedaggi simbolici, regolamenti più restrittivi e innovazioni tecnologiche per il turismo invernale, emergono segnali concreti di cambiamento. Tuttavia, la chiave del successo risiede in un approccio integrato e partecipato che unisca istituzioni, operatori e cittadini in un progetto condiviso di sostenibilità.

Solo così sarà possibile conciliare l’incanto naturale delle Dolomiti con il desiderio di scoperta di milioni di visitatori, costruendo un modello turistico responsabile e duraturo nel tempo.