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ToggleL’avvento del Sistema Europeo EES: come cambieranno i controlli d’ingresso nella zona Schengen a partire dal 2026
Di Rebecca Ann Hughes
Pubblicato il 2 febbraio 2026 – Aggiornato il 3 febbraio 2026
Il nuovo sistema EES e l’evoluzione dei controlli biometrici in Europa
Il 10 aprile 2026 segnerà una data cruciale per i viaggiatori in arrivo nella zona Schengen: dall’inizio di quella giornata, entrerà pienamente in vigore il Sistema Europeo di Entrata/Uscita (EES), un meccanismo digitale avanzato che registrerà gli ingressi e le uscite dei cittadini di paesi terzi, migliorando la sicurezza alle frontiere esterne dell’Unione Europea.
Il sistema, lanciato in via sperimentale nell’ottobre 2025, prevede la raccolta di dati biometrici tramite chioschi automatizzati negli aeroporti e porti europei per viaggiatori esenti da visto, provenienti da Stati Uniti, Regno Unito e altre nazioni extra UE. L’obiettivo è potenziare i controlli di frontiera, facilitando al contempo la gestione dei flussi migratori e il monitoraggio delle permanenze sul territorio.
Tuttavia, durante questo primo periodo di implementazione, si sono verificati ritardi significativi, soprattutto in alcuni scali aeroportuali, con conseguenti disagi per i passeggeri, tra cui code interminabili e voli persi.
Aeroporto di Lisbona: sospeso il sistema EES dopo problemi e ritardi prolungati
Le difficoltà operative più significative sono state riscontrate all’aeroporto di Lisbona, dove a dicembre 2025 è stata necessaria una sospensione temporanea del sistema, durata tre mesi, a causa di “grave malessere” nei controlli di frontiera. Le attese ai banchi hanno raggiunto in alcuni momenti le sette ore, provocando disagi senza precedenti.
Questa situazione è stata confermata da un rapporto dell’Airport Council International (ACI) Europe, che ha evidenziato come l’introduzione graduale del sistema abbia fatto lievitare i tempi d’elaborazione fino al 70%, con code che, nei picchi di traffico, si sono protratte fino a tre ore in diversi aeroporti europei.
Nonostante l’aumento della percentuale di arrivi da paesi terzi da registrare tramite EES – passata dal 10% al 35% dal gennaio 2026 – molte stazioni di controllo faticano a gestire il nuovo carico operativo.
Flessibilità per gestire il picco estivo: possibili timbrature manuali al confine
Per evitare un “caos estivo” nei viaggi, la Commissione Europea ha annunciato un’importante concessione agli Stati membri: anche dopo la data ufficiale di entrata in vigore del 10 aprile, sarà consentita una «flessibilità» nelle operazioni dell’EES per un periodo supplementare di 90 giorni, con la possibilità di estenderlo di altri 60 giorni in caso di necessità.
Questa misura punta a permettere ai Paesi della zona Schengen di alternare il funzionamento completo del sistema biometrico con il tradizionale controllo manuale del passaporto durante i flussi intensi, soprattutto nel periodo estivo.
Markus Lammert, portavoce della Commissione, ha spiegato in conferenza stampa che “implementare un sistema così complesso su scala europea è una sfida delicata”, per cui offrire agli Stati membri margini di manovra rappresenta una strategia per mitigare disagi e congestioni nelle principali aree di transito.
Per il viaggiatore, questo comporta la possibilità di una timbratura cartacea del passaporto alle frontiere anche nei prossimi mesi, una soluzione temporanea che intende salvaguardare la fluidità dei movimenti e ridurre le code.
Critiche e appelli delle associazioni di settore per una gestione efficace
Le associazioni aeroportuali e dei tour operator hanno più volte espresso preoccupazione per le ripercussioni dell’introduzione dell’EES. Olivier Jankovec, direttore generale di ACI Europe, ha definito i disagi attuali come fonte di un “malessere significativo per i viaggiatori” e ha messo in guardia contro “rischi concreti per la sicurezza” nel caso di congestioni prolungate ai valichi.
Allo stesso modo, ABTA, rappresentante dei tour operator britannici, ha sollecitato l’adozione tempestiva di misure d’emergenza da parte delle autorità di frontiera comunitarie, quali la sospensione temporanea del sistema o la limitazione dei controlli biometrici, per salvaguardare la puntualità dei voli e l’esperienza di viaggio.
Mark Tanzer, CEO di ABTA, ha sottolineato come “molti problemi registrati finora avrebbero potuto essere evitati se fossero state utilizzate appieno le possibilità di intervento in emergenza”.
Conclusioni: la rivoluzione digitale dei controlli di frontiera in Europa è una sfida complessa ma necessaria
L’introduzione del Sistema Europeo di Entrata/Uscita (EES) rappresenta un passo importante verso la modernizzazione dei controlli ai confini esterni dell’Unione, integrando tecnologia biometrica avanzata per incrementare la sicurezza e il controllo dei flussi.
Tuttavia, la fase iniziale ha messo in luce criticità operative che richiedono un approccio flessibile e coordinato da parte degli Stati membri e delle istituzioni europee, per bilanciare efficacemente l’esigenza di sicurezza con quella di una mobilità fluida e senza disagi per milioni di viaggiatori.
L’estensione della flessibilità nel periodo estivo e la possibilità di sospendere temporaneamente il sistema contribuiranno a gestire al meglio il naturale aumento del traffico turistico, senza compromettere la qualità e l’efficienza dei controlli.
Per il pubblico, sarà importante monitorare le novità e prepararsi a una fase di transizione che, sebbene impegnativa, promette di rimodellare profondamente l’esperienza dei viaggi e i meccanismi di sicurezza nelle frontiere europee.