L’intelligenza artificiale svela dopo oltre 200 anni il messaggio segreto di Napoleone
Per la prima volta in più di due secoli, un misterioso documento militare dell’epoca napoleonica è stato decifrato grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale. Si tratta di una lettera codificata inviata nel 1809 al generale Auguste de Marmont, esponente di rilievo dell’esercito francese, contenente informazioni strategiche cruciali per le operazioni di guerra nell’Europa centrale.
Il ruolo di Napoleone e il contesto storico della decifrazione
Il testo non è mai stato scritto direttamente da Napoleone Bonaparte, ma è stato redatto presso il quartier generale di Eugène de Beauharnais, viceré d’Italia e stretto collaboratore dell’Imperatore. Si trattava di un documento cifrato, concepito per essere un briefing riservato e destinato al generale Marmont, comandante delle truppe francesi in Dalmazia. Nell’anno che precedette la guerra austro-francese del 1809, questi messaggi in codice erano fondamentali per coordinare le operazioni militari, soprattutto in un momento di forte tensione geopolitica.
Il 16 marzo di quell’anno, Napoleone ordinò a Eugène di trasmettere a Marmont informazioni dettagliate, attraverso un messaggio “scritto in codice” e affidato a un ufficiale di fiducia. I contenuti della lettera indicavano le posizioni di truppe bavaresi, polacche e francesi, riflettendo la complessità della coalizione e i piani strategici dell’esercito napoleonico in vista dell’imminente conflitto con l’Austria.
Come l’intelligenza artificiale ha decifrato la crittografia napoleonica
Il merito della decifrazione spettata a GPT-6 Astra, il modello avanzato di intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI, è stato descritto nei dettagli dall’ingegnere Carter Church, esperto in sicurezza informatica presso SentinelOne. Church ha raccontato che il sistema ha analizzato un’immagine digitale della lettera, composta da migliaia di segni cifrati, realizzando un lavoro di trascrizione e interpretazione complesso e meticoloso.
La lettera, composta da 1.202 righe per 1.836 colonne, contiene 175 simboli scritti a mano, alcuni dei quali ricorrevano più volte ma con variazioni di grafia. Astra è stata in grado di distinguere e standardizzare ogni segno, permettendo così la decodifica completa del messaggio in circa sei ore, una sfida mai superata nei due secoli precedenti nonostante vari tentativi di studiosi e crittografi.
Il modello non si è limitato alla semplice trascrizione, ma ha anche sviluppato autonomamente il codice per risolvere la cifra di sostituzione omofonica utilizzata e ha effettuato un’accurata verifica utilizzando fonti storiche incrociate, garantendo così l’accuratezza dell’interpretazione.
Le rivelazioni strategiche: posizioni militari e piani di battaglia
Scavando nel messaggio decifrato, emergevano dettagli decisivi riguardo alle forze schierate e ai piani dell’epoca. La lettera spiegava come l’esercito austro-francese fosse sul punto di entrare in conflitto, con Napoleone che metteva in guardia Marmont dall’impatto di un attacco coordinato.
Un passaggio significativo recitava: “I russi stanno marciando contro l’Austria e l’esercito del Friuli oggi conta ottantamila uomini. Aggiungendo il corpo dei dalmati e le riserve nelle retrovie, è chiaro che l’Austria sarà attaccata da tutte le direzioni. Quando riceverai l’ordine di marciare, non dovrai farti intimidire dalle truppe nemiche o da raduni popolari”.
Queste informazioni, ricalibrate utilizzando i dati decodificati su numeri delle truppe, posizioni e ranghi degli ufficiali, hanno potuto essere contestualizzate storicamente: il documento risale a fine marzo 1809, poche settimane prima dell’offensiva austriaca, e testimonia la complessità strategica dell’alleanza franco-napoleonica.
Conclusioni: una scoperta che unisce storia e tecnologia
La decifrazione completa di questo messaggio segreto rappresenta una pietra miliare nel connubio tra storia militare e innovazione tecnologica. Grazie al lavoro di Carter Church e all’avanzato modello GPT-6 Astra di OpenAI, è stato possibile superare un enigma rimasto irrisolto per oltre due secoli.
La ricerca pubblicata da Church include la trascrizione integrale del documento, le tabelle di cifratura utilizzate e gli script per permettere ad altri studiosi di replicare l’operazione di decodifica. Questo metodo apre nuove prospettive per l’analisi di documenti storici crittografati, offrendo non solo una migliore comprensione del passato ma anche un potente strumento per gli studiosi e gli appassionati di storia.
Inoltre, la validazione della decifrazione da parte del ricercatore Satoshi Tomokiyo, esperto con sede a Tokyo e responsabile della piattaforma Cryptiana, ha confermato la validità e l’attendibilità del risultato, classificando la prova come “risolta”. Un risultato affascinante che dimostra come l’intelligenza artificiale possa illuminare pagine ancora inesplorate della nostra storia.