Google limita le opzioni di ricerca per utenti Android in Svizzera

Google limita le opzioni di ricerca per utenti Android in Svizzera

La Svizzera apre un’indagine su Google per la rimozione della schermata di scelta del motore di ricerca predefinito su Android

L’Autorità svizzera di vigilanza sulla concorrenza (WEKO) ha avviato un’indagine preliminare nei confronti di Google, dopo che il colosso tecnologico ha eliminato in Svizzera la funzione che permette agli utenti di selezionare il motore di ricerca predefinito durante la configurazione iniziale dei dispositivi Android. Questa decisione apre un nuovo fronte nella regolamentazione dei mercati digitali in un paese che si trova in una posizione giuridica particolare rispetto all’Unione Europea.

WEKO ha reso noto martedì che la sua segreteria ha iniziato a esaminare le possibili implicazioni anticoncorrenziali di questa scelta di Google, valutando se l’eliminazione dello “Choice Screen” possa configurarsi come una restrizione illegale ai sensi delle norme svizzere sui cartelli. Nel comunicato ufficiale si sottolinea come le impostazioni predefinite siano uno strumento chiave nei mercati digitali: la soppressione di questa opzione potrebbe infatti limitare la visibilità di motori di ricerca concorrenti, alzando così significativamente le barriere all’ingresso per nuovi operatori.

Attualmente, la schermata di scelta — che consente agli utenti di impostare il motore di ricerca preferito al primo avvio del dispositivo Android — è stata disattivata da Google solo in Svizzera, mentre resta operativa in tutto il resto dello Spazio Economico Europeo (SEE).

Perché in Svizzera vale una normativa differente?

La peculiarità del caso deriva dal fatto che la Svizzera non è né membro dell’Unione Europea né parte del SEE, e di conseguenza la legge europea sui mercati digitali non si applica sul suo territorio. La schermata di scelta è stata introdotta come uno strumento di mitigazione in seguito a un procedimento antitrust avviato dalla Commissione Europea contro Android: nel marzo 2020, Google ha accettato di mostrare questa schermata su tutti i nuovi dispositivi Android venduti all’interno del SEE e nel Regno Unito.

Tale misura è stata ulteriormente rafforzata dal Digital Markets Act (DMA), che impone ai “gatekeeper” digitali, come Google (designato ufficialmente nel settembre 2023), di presentare agli utenti scelte chiare e accessibili per modificare le impostazioni predefinite. Di conseguenza, a marzo 2024, Google ha esteso la schermata di scelta per adeguarsi a queste nuove regole nell’area europea.

In Svizzera, invece, non esiste uno strumento normativo equivalente. Le autorità elvetiche avevano inizialmente ritenuto che i grandi operatori digitali avrebbero applicato comunque le regole europee, visto che differenziare i trattamenti normativi tra i due mercati sarebbe stato poco conveniente dal punto di vista economico. Una valutazione del 2023 del gruppo interdipartimentale per la politica digitale del governo confermava questa previsione, ipotizzando che gli utenti svizzeri potessero beneficiare indirettamente del DMA europeo nella pratica.

La decisione di Google di rimuovere la schermata di scelta in Svizzera sembra però mettere in discussione questa convinzione e ha acceso la vigilanza della WEKO, che ora valuta se vi siano gli estremi per un intervento formale.

Il futuro della regolamentazione digitale in Svizzera

La Svizzera, da parte sua, sta lavorando a una propria normativa sulle piattaforme digitali. Nel mese di ottobre 2025, il Consiglio federale ha lanciato una consultazione pubblica sulla proposta di legge federale dedicata alle piattaforme di comunicazione e ai motori di ricerca, conclusasi a febbraio 2026. Tuttavia, questa normativa non è incentrata sulla gestione delle impostazioni predefinite o sulla concorrenza digitale come il DMA, ma piuttosto sulla moderazione dei contenuti e sulla trasparenza.

Il disegno legislativo, ispirato al Digital Services Act dell’UE, non è previsto in discussione al Parlamento prima della fine del 2026 o dell’inizio del 2027. Nel frattempo, l’indagine preliminare della WEKO rappresenta uno dei primi segnali concreti di come la Svizzera intenda tutelare la concorrenza nel proprio mercato digitale, anche in assenza di un quadro normativo europeo vincolante.

Con questo procedimento si cercherà quindi di definire se la rimozione dello “Choice Screen” da parte di Google configuri una pratica che ostacola la concorrenza in modo illegale o se, al contrario, le regole vigenti lascino margini di libertà all’azienda americana.

Conclusioni

Il caso svizzero solleva interrogativi importanti sul futuro della regolamentazione digitale in un contesto globale sempre più frammentato. Mentre l’Unione Europea consolida il proprio rigido apparato normativo con il DMA, la Svizzera si trova di fronte alla sfida di definire le proprie strategie per proteggere la concorrenza e i consumatori nel mondo digitale, senza però adottare automaticamente le norme europee.

L’indagine della WEKO su Google potrebbe rappresentare un passo rilevante verso una regolamentazione autonoma, capace di adattarsi alle specificità del mercato elvetico e alle dinamiche competitive dei grandi operatori tecnologici. Un processo che merita di essere seguito con attenzione, nelle sue implicazioni economiche, giuridiche e sociali, per comprendere come evolveranno le piattaforme digitali e la libertà di scelta degli utenti anche oltre i confini dell’Unione Europea.