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ToggleRobotaxi a Londra, il futuro della mobilità autonoma si avvicina
Londra potrebbe presto accogliere sulle sue strade i primi robotaxi completamente autonomi, segnando un passo decisivo verso la mobilità del futuro. Già nel 2026, la capitale britannica potrebbe vedere veicoli senza conducente muoversi nel traffico cittadino, tra semafori, ciclisti e pedoni, grazie a una tecnologia di guida autonoma all’avanguardia sviluppata da Wayve, una società britannica pioniera nel settore.
Come funziona la guida autonoma a Londra
Nel cuore del nord di Londra, un volante si muove da solo, senza che le mani di un conducente lo tocchino. Un operatore di sicurezza resta a bordo, pronto a intervenire in caso di emergenza, in linea con le normative vigenti nel Regno Unito. Tuttavia, è l’intelligenza artificiale del sistema a gestire la complessa rete stradale londinese in tempo reale.
Alex Kendall, CEO e co-fondatore di Wayve, descrive la guida autonoma come “uno dei problemi ingegneristici più sfidanti dei nostri tempi”. La difficoltà sta nello sviluppare un sistema sicuro, efficiente e scalabile che possa operare in contesti molto diversi, mantenendo al contempo costi di produzione accessibili per un uso globale. "La buona notizia è che l’intelligenza artificiale ci consente di raggiungere questo livello di intelligenza con hardware di mercato di massa, aprendo la strada a una guida autonoma diffusa," aggiunge Kendall.
L’intelligenza artificiale come cuore pulsante della mobilità
A differenza dei sistemi precedenti, basati su mappature dettagliate e infrastrutture hardware complesse, Wayve ha puntato su un approccio innovativo: il modello di guida è allenato attraverso l’analisi di grandi quantità di dati, permettendo al veicolo di interpretare l’ambiente circostante e prendere decisioni con la fluidità e l’adattabilità di un guidatore umano.
Secondo Kendall, questa soluzione “end-to-end”, basata su reti neurali, semplifica drasticamente la tecnologia. “È lo stesso principio che ha reso possibili strumenti come ChatGPT o AlphaGo”, spiega, sottolineando come questa evoluzione possa rivoluzionare il settore. Oggi, l’operatore a bordo ha un ruolo più di supervisore che di conducente attivo. Vitor Velosa, proprio uno di questi operatori, confessa: "Passo più tempo senza guidare che guidando, perché il sistema è ormai in grado di gestire autonomamente la maggior parte delle situazioni".
Londra tra tradizione e innovazione: i dubbi dei tassisti
Nonostante il potenziale della tecnologia, l’introduzione dei robotaxi incontra ancora qualche scetticismo, soprattutto da parte dei celebri tassisti neri londinesi. Questi autisti sono famosi per aver superato “The Knowledge”, il rigoroso esame che richiede la memorizzazione di oltre 300 percorsi complessi della città, ed è difficile pensare che un’intelligenza artificiale possa sostituire la loro esperienza millenaria.
Frank O’Beirne, un tassista londinese, ammette di vedere con interesse le nuove tecnologie, ma resta fermo nel suo scetticismo: "Potrebbe essere solo una moda passeggera. La tecnologia evolve, certo, ma non siamo ancora al punto di lasciare completamente il volante a una macchina. Non voglio sembrare un ignorante, ma la realtà è che non siamo ancora pronti per questo. Non riesco proprio a immaginarlo."
Conclusioni: un futuro autonomo a Londra?
Il 2026 si profila dunque come un anno cruciale per la guida autonoma a Londra. Se il pubblico accoglierà con favore i robotaxi, questi potranno trasformarsi da innovazione sperimentale a presenza stabile sulle strade della città. La sfida sarà coniugare sicurezza, efficienza e adattabilità in un contesto urbano complesso, preservando il rispetto per una tradizione ormai quasi secolare.
Il cammino verso una mobilità completamente autonoma è appena iniziato: Londra si trova all’avanguardia di questa rivoluzione tecnologica, pronta a sperimentare un futuro in cui la guida sarà affidata all’intelligenza artificiale più avanzata. Sarà il pubblico a decidere se la capitale inglese potrà davvero mettere da parte il controllo umano e affidarsi a un “taxi per Wayve”.