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ToggleRinvio del Sistema EES dell’UE: il nuovo controllo alle frontiere tra ritardi e sfide estive
La piena implementazione del sistema EES (Entry/Exit System) dell’Unione Europea è stata ufficialmente posticipata per scongiurare il caos nei flussi di viaggio estivi, come confermato dalla Commissione Europea. Destinato a rivoluzionare i controlli di ingresso e uscita nei paesi Schengen, il sistema biometrico – introdotto gradualmente da ottobre 2025 – è già al centro di criticità che stanno rallentando aeroporti, porti e collegamenti ferroviari.
L’evoluzione del sistema EES e i primi segnali di disagio nei punti di accesso UE
Il nuovo sistema EES mira a sostituire il tradizionale timbro manuale sul passaporto con una raccolta dati biometrici più precisa ed efficiente, al fine di migliorare la sicurezza e la gestione dei confini esterni dell’Unione. Finora, i viaggiatori provenienti da paesi terzi – come Regno Unito e Stati Uniti – sono tenuti a registrare le loro impronte digitali e riconoscimento facciale tramite appositi chioschi negli aeroporti e porti dotati della tecnologia.
Da inizio anno, la quota di passeggeri soggetti al controllo biometrico è salita dal 10% al 35%, in concomitanza con la progressiva diffusione del sistema in ulteriori scali e terminal. Tuttavia, questa fase di introduzione ha evidenziato problemi non marginali: lunghe code, attese estenuanti e disagi al check-in rischiano di compromettere l’esperienza di viaggio.
Un recente rapporto dell’Airport Council International (ACI) Europe ha evidenziato che i tempi di elaborazione ai controlli di frontiera sono aumentati fino al 70% nei principali aeroporti, con punte di attesa sino a tre ore nei momenti di maggiore traffico, un dato che si traduce in voli persi e insoddisfazione diffusa tra i viaggiatori.
L’aeroporto di Lisbona: un caso emblematico di sospensione e criticità
Particolarmente gravoso è stato il caso dell’aeroporto di Lisbona, che lo scorso dicembre si è visto costretto a sospendere temporaneamente l’attuazione dell’EES per un periodo di tre mesi, a causa di “gravi carenze” nella gestione del controllo frontiere. In alcune giornate, il tempo di attesa per i passeggeri ha raggiunto addirittura le sette ore, mettendo in luce quanto la nuova tecnologia – ancora in fase di rodaggio – possa creare congestioni critiche.
Questa sospensione rappresenta un monito importante e una delle ragioni principali che hanno spinto Bruxelles a rivedere i tempi di rollout completo, al fine di evitare che situazioni simili si ripetano su scala più ampia durante il picco dei flussi turistici estivi.
Ritardi nell’entrata a pieno regime dell’EES: una pausa strategica per gestire i flussi estivi
Originariamente previsto per diventare obbligatorio in tutti i valichi di frontiera entro aprile 2026, l’ingresso a pieno regime del sistema EES è stato rinviato a settembre dello stesso anno. Markus Lammert, portavoce della Commissione Europea, ha sottolineato la complessità di un progetto di questa portata, giustificando il rinvio con la necessità di fornire agli Stati membri “gli strumenti per gestire potenziali criticità e soprattutto per evitare il caos estivo nei trasporti”.
Questa proroga concede maggiore flessibilità ai singoli paesi nel modulare l’applicazione del sistema biometrico, con la possibilità che per ancora qualche mese il passaporto venga timbrato manualmente. Un provvedimento che vuole mitigare l’impatto sui viaggiatori, mantenendo un equilibrio tra sicurezza e fluidità nelle procedure.
Non mancano tuttavia le critiche: ACI Europe ha evidenziato il “significativo disagio” causando “rischi per la sicurezza” legati a un lancio troppo rapido, mentre l’associazione ABTA ha invitato le autorità a sfruttare maggiormente le misure di emergenza disponibili, come la sospensione temporanea o la riduzione dei controlli, per limitare le code e i possibili disguidi.
Mark Tanzer, CEO di ABTA, ha dichiarato chiaramente: “Dove i problemi sono già emersi, molte situazioni avrebbero potuto essere evitate se fossero state adottate tempestivamente le misure di emergenza previste”.
Conclusioni
Il nuovo sistema EES rappresenta un balzo in avanti verso un’Europa sicura e tecnologicamente avanzata nei controlli delle frontiere. Tuttavia, i primi mesi di applicazione hanno messo in luce le sfide di un passaggio così radicale. L’allungamento dei tempi per l’adozione completa, previsto ora per settembre 2026, offre un margine prezioso per ottimizzare processi e infrastrutture, minimizzando i disagi per i milioni di viaggiatori che attraversano ogni anno il cuore del continente.
Nel frattempo, la convivenza tra timbri tradizionali e dati biometrici si presenta come una soluzione di compromesso, in attesa che il sistema possa finalmente incidere positivamente sull’esperienza di viaggio. Un equilibrio delicato tra innovazione e pragmatismo, che sarà fondamentale per accompagnare l’Europa verso una nuova era dei controlli alle frontiere.