Francia: verso il divieto dell’accesso ai social media per i minori di 15 anni
Il dibattito sull’uso dei social network da parte dei più giovani si fa sempre più acceso e, in Francia, si sta preparando una svolta epocale. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato l’intenzione di limitare l’accesso alle piattaforme social per tutti i bambini e gli adolescenti al di sotto dei 15 anni, con un’entrata in vigore prevista già per il prossimo anno scolastico.
Con un videomessaggio trasmesso da BFMTV, Macron ha sottolineato con fermezza la necessità di proteggere la salute mentale ed emotiva dei giovani: “Il cervello dei nostri bambini e adolescenti non è in vendita. Le loro emozioni non possono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi.” Una presa di posizione che anticipa un’accelerazione legislativa voluta dal presidente stesso, con una proposta di legge già all’attenzione dei parlamentari.
Il disegno di legge e le nuove regole per i giovani utenti
La deputata Laure Miller, membro della coalizione presidenziale Ensemble Pour la République, ha annunciato che il 26 gennaio presenterà ufficialmente un progetto di legge all’Assemblea nazionale. La normativa mira non solo a vietare l’uso dei social media ai minori di 15 anni, ma anche a proibire l’uso degli smartphone nelle scuole superiori di tutta la Francia.
Questa iniziativa si inserisce in un contesto europeo più ampio, dove diversi Paesi stanno adottando misure analoghe per tutelare i più giovani dall’esposizione a contenuti e dinamiche spesso dannose. L’Australia, per esempio, ha introdotto nel 2025 regole molto più stringenti sull’uso dei social da parte dei minori di 16 anni. Anche la Danimarca ha siglato un accordo per bloccare l’accesso ai social a chiunque abbia meno di 15 anni, una legge che potrebbe entrare in vigore nel corso del 2026.
Conformità alla normativa europea e meccanismi di controllo
La Francia non è nuova a politiche rigorose sull’accesso ai social da parte dei minori. Nel 2023 era stata approvata una legge simile che però non è mai stata attuata a causa di alcune incompatibilità con il Digital Services Act (DSA) dell’Unione Europea. Con l’attualizzazione delle direttive comunitarie, gli Stati membri hanno ora più margine di manovra per definire autonomamente i limiti di età e le procedure di controllo.
La proposta francese esclude dal divieto piattaforme di natura educativa come Wikipedia, mentre rimane ancora da definire il sistema di verifica per l’età degli utenti. La deputata Miller ha fatto sapere che si potrebbe adottare un metodo simile a quello previsto per i siti pornografici: un controllo basato su documenti di identità e selfie, supportato dall’intelligenza artificiale, per garantire che chi accede abbia la giusta età.
Conclusioni
La decisione francese di limitare l’accesso ai social media ai minori di 15 anni rappresenta un passo significativo nella tutela dell’infanzia digitale, un tema di crescente importanza a livello globale. Questa iniziativa, inserita in un quadro europeo che sta progressivamente definendo regole più severe per i giovani utenti, testimonia la crescente consapevolezza dell’impatto che i social possono avere sul benessere emotivo e mentale delle nuove generazioni. Sarà interessante osservare come si evolveranno queste misure e quali effetti avranno sulla fruizione digitale dei giovani, in un equilibrio delicato tra libertà individuale e protezione sociale.